Buon Decimo Compleanno Bitcoin

Jan 08, 2019 at 12:07 // News
Bitcoin è ancora qui

Al decimo compleanno di Bitcoin esaminiamo la sua avventura fra scetticismo, ignoranza, opposizione, paura, investimenti, successi, fallimenti e misteri.

10 Anni Fa Nasceva Bitcoin

Il 3 Gennaio 2009 Satoshi Nakamoto “mina” il primo blocco della Blockchain di Bitcoin, che darà inizio a un’intera branca della IT. Il 9 Gennaio pubblica il primo Wallet per Bitcoin. Il 12 Gennaio viene effettuata la prima transazione Bitcoin.

Per un paio d’anni, la Blockchain rimarrà cosa per pochissimi addetti ai lavori, o meglio per persone particolarissime ed estremamente aperte all’innovazione, al cambiamento, alla rivoluzione.

Fino al termine del 2011, il valore di Bitcoin rimane sotto il dollaro, scambiato essenzialmente in prima persona fra i pochi aficionados, e spesso regalato per aumentarne la diffusione e dare la possibilità agli scettici di provare ad usarlo, visto che ancora non esistevano exchange di criptovalute.

Fino a metà del 2012 il suo valore rimarrà al di sotto dei 10 dollari, per poi decollare e schizzare oltre i 1000 dollari a Dicembre 2013, nella sua prima bolla.

La seconda bolla arriva 5 anni dopo, a Dicembre 2017, sorpassando i 20000 dollari di prezzo.

Il valore di Bitcoin si ridimensiona nell’arco del 2018, raggiungendo un valore più credibile e realistico di 4000 dollari a Gennaio 2019.

Oggi una ricerca su Google con il termine Bitcoin restituisce oltre 500 milioni di risultati.

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L’Ignoranza Dei Grandi Personaggi Della Finanza

Fino al 2013 Bitcoin viene completamente ignorato dalla finanza, dalle banche, dagli economisti, quando anche non deriso, bollato come stupidaggine. Non viene esaminato, non gli vengono dedicate nemmeno un paio d’ore per capirne il funzionamento, tanto che molti giungono ad esternare castronerie spropositate come l’idea che Bitcoin, essendo solo un dato su supporto informatico, sia replicabile infinitamente e non possegga quindi alcun valore intrinseco.

Le banche fanno di tutto per combatterlo: non vogliono averci a che fare. Per loro è una scocciatura. Aprire un exchange è quasi impossibile: i conti degli exchange vengono bloccati, gli utenti estromessi. Gli economisti tutti, dopo essere stati tartassati per mesi, danno una veloce guardata a questo alieno nella loro terra, ma bollano Bitcoin come valuta per anarchici che non andrà da nessuna parte, oppure come sogno di gente che vive in mondi paralleli.

La Presa Di Coscienza

Soltanto nel 2014 il mondo della finanza inizia lentamente ad aprire gli occhi. All’inizio lo scetticismo regna sovrano, quel poco tempo che viene dedicato a “capire” perché Bitcoin non è né un Ponzi né una qualsiasi altra truffa non basta a far comprendere le enormi implicazioni politiche, sociali, economiche di una valuta globale e decentralizzata.

Nel 2015 finalmente le banche capiscono che Bitcoin non è una truffa, un Ponzi, uno scherzo, una sciccheria per nerd e geek, e smettono di chiudere i conti degli exchange, anche perché ormai il traffico globale viaggia sui miliardi di dollari al giorno e i governi di più paesi iniziano a regolamentare un “oggetto” che è, per quanto intangibile, incomprensibile e complesso, ormai indubitabilmente reale.

Da Bitcoin A Blockchain

Da questo momento, Bitcoin diventa “sorvegliato speciale”. Nel dubbio e nell’incertezza di questa nuova tecnologia così difficile da comprendere, la preferenza dei grandi istituti finanziari e delle banche, dopo aver capito che Bitcoin come tecnologia Open Source non è né comprabile né modificabile perché la sua gestione viene decisa dagli utenti stessi, si rivolge alla Blockchain come tecnologia, come software, ignorando completamente (e senza alcuna sorpresa) Bitcoin: il concorrente monetario non controllabile, decentralizzato. In pochi mesi la parola Blockchain diventa il mantra universale della nuova FinTech.

Lo snobbamento da parte dei grandi istituti finanziari, da parte delle grandi banche, nei confronti di Bitcoin prosegue tutt’oggi. Però Bitcoin è entrato in borsa da un pezzo, gli ETF sono realtà e le borse sono sul punto di lanciare exchange di criptovalute.

Satoshi Nakamoto Fra I Personaggi Più Influenti Della Finanza

Oggi Bitcoin da solo fa girare miliardi di dollari al giorno, prevalentemente in trading, mentre il mercato ribollisce fra incertezza e speranza, fra dubbio e scommessa sul suo futuro, e il mercato delle criptovalute sorpassa i 100 miliardi di dollari, mentre altre decine di miliardi di dollari sono investiti in exchange (solo in Giappone sono state richieste 200 licenze di apertura per exchange di criptovalute), infrastrutture, progetti, startup, tutti riguardanti criptovalute o altre iniziative basate su Blockchain e derivati.

Per capire con un colpo d’occhio l’importanza di Bitcoin, basta guardare la classifica dei 100 personaggi più influenti della finanza: Satoshi Nakamoto si trova al 44esimo posto.

Worth Finance 2018

Una Tecnologia Equivocata

Bitcoin, come tecnologia monetaria, non ha precedenti nella Storia dell’umanità. La tecnologia di Bitcoin non è, come molti ancora pensano, un metodo di pagamento, ma è stata pensata prima di qualunque cosa per decentralizzare il potere sulla produzione del denaro

L’obiettivo di Bitcoin non è mai stato quello di scalzare Paypal o Mastercard come modalità di pagamento, ma l’eliminazione degli enti che producono la moneta (inflazionandola,  e quindi riducendo il potere d’acquisto della popolazione), ovvero le banche centrali, che formano oggi un vero e proprio cartello, e dell’intermediario nei pagamenti online, che costituisce oggi un Grande Fratello che sarebbe destinato a diventare, con l’eliminazione dei contanti in futuro, una intollerabile perdita di privacy per tutti. Ci sono paesi dove oggi oltre metà dei pagamenti vengono effettuati con la “plastica”, ovvero carte di credito e simili. Il futuro vede tutti i pagamenti diventare informatizzati ed essere quindi a disposizione di controlli continui da parte dei governi. Un assolutismo distopico terrificante.

Il Fantasma Di Satoshi Nakamoto

Ma chi è che ha inventato Bitcoin? Per alcuni questa è una domanda fondamentale, ma forse non si rendono conto che la valuta Fiat che utilizziamo ogni giorno è molto meno conosciuta e compresa di Bitcoin, e che chi la gestisce è sconosciuto pressoché a tutti.

Satoshi Nakamoto non è mai stato identificato definitivamente, ma sono state identificate diverse persone come possibili candidati.

Hal Finney

La mia preferenza va a Hal Finney, un uomo che possedeva l’enorme conoscenza multidisciplinare necessaria per ideare la tecnologia della Blockchain. Rimarco la parola ideare perché la Blockchain venisse ideata non esisteva nulla di simile. Bisogna prendere in considerazione la serie di pensieri che devono esser stati connessi e correlati dal nulla, per giungere alla creazione di un meccanismo che non era mai stato pensato prima. Il software è soltanto l’”esecuzione” di quel meccanismo, ma è l’intero sistema che è rivoluzionario.

Finney era anche piuttosto paranoico riguardo la sicurezza informatica, ed era abituto a criptare tutti i suoi hard disk con password lunghe decine di caratteri. Le persone che l’hanno conosciuto dicono che se ha lasciato qualcosa sui suoi hard disk, come magari quel milione di Bitcoin, nessuno comunque riuscirà mai a guadagnarne l’accesso.

Finney era già interessato ai sistemi di pagamento online da parecchio tempo, quando Bitcoin fu pubblicato. Questo fa di lui un ottimo candidato, perché veramente pochissime persone al mondo avevano sia la sua conoscenza delle materie e volevano sviluppare un sistema monetario.

Gli fu diagnosticata una malattia mortale nello stesso anno in cui Bitcoin fu pubblicato e in cui Satoshi Nakamoto scomparve dalla scena. Considero estremamente probabile che, una volta che gli fu diagnosticata la malattia, abbia deciso di abbandonare lo sviluppo per dedicare il resto dei suoi giorni completamente alla sua famiglia.

Un matematico di nome Dorian Satoshi Nakamoto viveva a Temple City, in California, dove anche Finney visse per oltre 10 anni. È stato verificato che Dorian Nakamoto non fu l’inventore di Bitcoin, ma la coincidenza di Finney e Dorian come “vicini di casa” è sbalorditiva.

L’unico fattore che gioca contro l’ipotesi di Hal Finney come ideatore di Bitcoin è che i testi di Satoshi Nakamoto sono stati comparati con quelli di diverse altre persone, e non sembra che coincidano con lo stile di scrittura di nessuno. Ad ogni modo, i post di Satoshi Nakamoto non costituiscono davvero un’enormità di materiale per effettuare questo controllo, considerando che la calligrafia, per ovvie ragioni, non è coinvolta nel processo di identificazione.

Finney è morto nel 2014, quindi molto probabilmente non sapremo mai se fu lui oppure no, ma statisticamente credo che fra tutte le ipotesi avanzate Finney sia quella più probabile.

Opzione Musk

E se invece Satoshi Nakamoto fosse Elon Musk?

Elon Musk

Per chi vivesse su Plutone, a parte essere il creatore di Paypal, Elon Musk ha anche messo su SpaceX e Tesla e si sta attivando per altri progetti futuristici/fantascientifici. Musk è indubitabilmente un genio, ed è anche un rivoluzionario e un sognatore con grandi visioni per il futuro, ed è stato sui pagamenti digitali letteralmente per tutta la sua vita.

Ma perché avrebbe dovuto creare un sistema monetario concorrente a Paypal e potenzialmente distruttivo per la sua compagnia? Per lo stesso motivo per il quale ha messo su SpaceX e Tesla: perché ha una visione del futuro, e questa visione del futuro non è distopica. Nel suo genio ha capito che il controllo totale dei pagamenti è cosa da evitare, e così ha regalato all’umanità Bitcoin.
Naturalmente, se fosse Satoshi Nakamoto, non potrebbe mai rivelarlo, perché sarebbe immediatamente buttato fuori da Paypal e di sicuro si ritroverebbe in grosse difficoltà in generale.

Inoltre, uno degli ultimi messaggi di Nakamoto diceva “ mi sto interessando ad altro”. A cosa avrebbe potuto riferirsi questo "altro"? Automobili? Razzi? Chi lo sa...